Claudia Formiconi

Bacche rosse cingeranno il mio corpo
passo falcato, sguardo deciso
chi inanellerà i miei capelli con rovi di more?
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claudia

Bio

Claudia Formiconi è nata a Roma.
Ha collaborato con il Nuovo Giornale dei Poeti, Silarus, Alla Bottega, e altre riviste letterarie.
Ha lavorato in Rai.
Scrive su culturadesso.it, l’ideale.info, come critico artistico-letterario e dove cura le rubriche Introspezioni che tratta di poesia, e CineCult.
Contrasti, Bastogi Editrice Italiana, 2013 (collana Il Liocorno), è la sua prima raccolta di versi, edita nel 2013 e Scrivo versi nudi, Edizioni BastogiLibri, Roma, 2016

Blog

17 Ottobre 2020

Dentro me

un coacervo 

di stelle.


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27/6/2017: Online il video della presentazione Scrivo versi nudi

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23/5/2013: Il Posto della Poesia
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© Claudia Formiconi
web byFilippo Brunelli claudia formiconi articoli articolo https://claudiaformiconi.it/index.aspx
Poesia sincera, del disinganno. Così voglio ricordare Valentino Zeichen, il poeta 'libero' (come amava definirsi), lui che, per scelta, è vissuto lontano dai clamori intellettuali. Poeta tra gli illustri irregolari, bohémien alla maniera sua, ovviamente, il suo unico lido è stata la Poesia. Generoso nel regalare versi, a tutti coloro che passeggiavano per le piazze di Roma, vivendo tra cielo e terra, di notte sotto un lenzuolo di stelle, nella sua Piazza del Popolo. Nativo di Fiume, di sponda in sponda, approda, quasi per destino, sulla riva al Tevere...Oggi mi è, particolarmente, caro un autore americano che da sempre amo ( e poco importa se un Nobel, lui è immenso e basta): William Faulkner, che con le sue profonde analisi, a tratti assai spietate, ci consegna l'anima primordiale di quella sua America degli stati del Sud. "Vivere in un qualsiasi posto del mondo oggi ed essere contro l'uguaglianza per ragioni di razza e colore è come vivere in Alaska ed essere contro la neve " William Faulkner - Paura, il travaglio del profondo Mississippi. Federico Garcìa Lorca, io ti amo, visceralmente. Tu mi travolgi e stravolgi, i tuoi versi mi rubano il fiato e il cuore si fa ballerino. La poesia si fa vita e il suo passo cadenzato celebra la mia esistenza quotidiana "Io vorrei stare sopra le tue labbra per spegnermi alla neve dei tuoi denti. Io vorrei stare dentro il tuo petto per sciogliermi al tuo sangue. Fra i tuoi capelli d'oro vorrei eternamente sognare" (...) Federico Garcia Lorca Mosso dall'ammirazione nei confronti dell'opera di Michelangelo, e rifiutato precedentemente all'esposizione annuale de Le Salon di Parigi, Rodin parte alla volta dell'Italia, dove ha modo di studiare attentamente la Cappella Sistina, in particolar modo. Impressionato dalla scultura del grande maestro del rinascimento, egli cercò di fondere tale monumentale opera con un più propulsivo e vibrante realismo, conferendo ulteriore vitalità e dinamismo alla sua opera. Copiosa la sua produzione di marmi, bronzi e gessi, tra opere monumentali, busti e ritratti. Nel 1879, finalmente, con l'opera San Giovanni Battista gli viene conferita una menzione d'onore al Salon. Con 'L'idolo eterno' assistiamo ad un mero atto amoroso più intimo del termine, i corpi nudi stessi parlano delle loro emozioni, l'uno di fronte all'altra ci fanno percepire quel momento quasi celebrativo, la soavità della postura degli amanti in questione ci sussurra tutta la "sacralità" dovuta. L'idolo eterno, a differenza de 'L'eterna primavera' dove la passione "sfrontata" e più sanguigna travolge la coppia facendola sbocciare in tutte le parti più intime e nei gesti quasi eclatanti, è la rappresentazione di un eros meno propulsivo: la dolcezza dello sguardo di lei, e la grazia del torso femminile atto ad accogliere il volto di lui che si appoggia delicatamente e sensualmente al corpo di lei, in un atto di devozione e dedizione. Che vi sia più impeto nel pathos e veemenza nei gesti passionali, o più pacatezza e compostezza nel momento supremo dell'eros, Rodin, quale fine maestro, sa mostrarci, senza falsi pudori, tutta la naturalezza che porta al piacere sessuale. E' noto che lo stesso Rodin chiedeva alle sue modelle, prima di posare per lui, di approcciare con il proprio corpo, accarezzandolo, per avere, poi, una più naturale confidenza con esso, nel momento culminate della creazione artistica. Attento conoscitore dei moti dell'anima, Rodin diceva: "L'arte è contemplazione. E' il piacere della mente che cerca nella natura e che scopre lo spirito di cui la natura stessa è animata"