Claudia Formiconi
Articolo La Venere di Urbino di Tiziano - L'innovatore della tecnica dei colori

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10 Dicembre 2017
La Venere di Urbino di Tiziano - L'innovatore della tecnica dei colori


La Venere di Urbino fu commissionata da Guidobaldo II Della Rovere, l’allora Duca di Urbino.
Tiziano, con questa singolare opera, fu, senz’altro, il primo a dare risalto al soggetto donna nella sua interezza psicologica e fisica, ponendo in secondo piano tutti quei simboli mitologici che la pittura cinquecentesca era solita mettere in rilievo.

Nel dipinto la dea Venere, sensuale e totalmente nuda, distesa su un lenzuolo bianco che tradisce il prezioso tessuto rosso del materasso conferendone ulteriore risalto al calore e alla diafanità carnale, appare languidamente naturale e ammiccante (ella pare intuire di essere osservata con ammirazione e, per spontanea pudicizia, con la mano sinistra cela la parte pubica), come a voler rivendicare quel suo status di signora di se stessa, moderna e consapevole delle proprie peculiarità caratteriali, rimanendo fedele ai principi imprescindibili della condizione di sposa del suo rango, simboleggiata dal cagnolino rannicchiato ai suoi piedi.  Appena dietro l’ampio tendaggio verde scuro, che divide la scena principale di quell’attimo sublime ed intimo del talamo mulìebre, s’intravede un momento di vita quotidiana moderna in un sontuoso, ma essenziale, interno rinascimentale, dove due fantesche sono indaffarate nella scelta degli abiti da far indossare alla nobildonna, probabilmente per un incontro mondano. Ma la beltà e la giovinezza, come tutte le cose transeunti, sono destinate a sfiorire come le rose rosse che Venere trattiene con la mano destra, gelosamente, ma che sa di non poter sottrarre all'ingiuria del tempo. 

A  dare una ulteriore connotazione all’opera è la magistrale stesura dei colori unita alla dovizia dei particolari simbolici  che, in un intreccio di luci cromatiche ed ombre, creano un’atmosfera reale e temporale, quasi scenografica. Tiziano Vecellio, maestro innovatore e sperimentatore del colore, ha reso sacrale, col candore bianco del lenzuolo e la passione rossa del giaciglio, l’alcova iconografica di un amore casto e sensuale della sposa-amante esclusivamente per il proprio sposo. 

Venere altro non è che il modello formativo per Giulia da Varano, la moglie bambina del duca di Urbino (matrimonio combinato per mere ragioni politiche), con l'intento di condurla all'unione carnale e amorosa in maniera metaforica e raffinata, in una maturità prossima a venire.       

 

Venere di Urbino, Olio su tela, 1538, Tiziano, Firenze, Galleria degli Uffizi. 
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488 – Venezia 1576) pittore italiano, protagonista del Rinascimento e del Manierismo. Maestro e innovatore della tecnica del colore della scuola Veneta.  

  

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