Claudia Formiconi Blog 3 Ottobre 2021 È bruciato a Roma il Ponte di Ferro, simbolo evolutivo del XIX secolo

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3 Ottobre 2021
È bruciato a Roma il Ponte di Ferro, simbolo evolutivo del XIX secolo


Ero solita fare la mia Passeggiata nei luoghi dell'archeologia industriale, tra il quartiere Testaccio e Ostiense (il mio quartiere), dove sono situati il Polo Museale del Macro - Mattatoio (ex mattatoio della capitale), La Centrale Montemartini, un tempo Centrale Termoelettrica di Roma, dismessa e adibita, poi, nel 1997 a secondo Polo Museale dei Musei Capitolini, ove sono esposte maestose statue di Epoca Romana, venute alla luce durante lavori e scavi, nel corso degli anni. Un complesso unico al mondo, il giusto incontro tra Archrologia Classica e Archeologia Industriale. E il Ponte dell'Industria, meglio conosciuto come il Ponte di Ferro risalente alla seconda metà del 1800. Prima zona operaia e industriale della capitale, e l'avveniristico Gazometro, allora il più grande d'Europa, icona assieme al Porto Fluviale della cinematrografia del periodo Storico del Neorealismo, palcoscenico emblema della poesia fatta film di Pier Paolo Pasolini, e della sua sublime ispirazione alla stesura de Le ceneri di Gramsci, nata nel corso delle sue passeggiate,  quasi un pellegrinaggio, su lo storico Monte dei Cocci, una collina artificiale composta da innumerevoli strati  di "cocci", anfore di terracotta contenenti olio, della Roma Antica Augustea. 

E di Gregory Corso, il Poeta beat, il - più beat della Beat Generation - come aveva sostenuto Allen Ginsberg, che aveva scelto Roma come sua città per elezione, soprattutto gli ultimi anni della sua vita, e dove tornò dopo la morte. Corso, per sue esplicite volontà, infatti, volle essere sepolto al Cimitero Acattolico di Roma, rione Testaccio, luogo magico e spirituale  ove sono sepolti grandi artisti, poeti e scrittori tra cui Shelley, Keats, Gadda, Gramsci. Conosciuto anche come Il Cimitero degli Inglesi (Protestanti).

E come non ricordare il grande Totò che attraversa il Ponte di Ferro in una delle mitiche scene del film La banda degli onesti? 

Ecco, tutto questo ed altro affastellano la mia mente.  I ricordi riemergono e riprendono il loro fluire, come il Tevere che scorre millenario, proprio oggi che lo storico Ponte di Ferro ha preso fuoco assieme a quell'anima tenace, simbolo evolutivo del XIX secolo. 


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© Claudia Formiconi
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Claudia Formiconi è nata a Roma. Ha collaborato con il Nuovo Giornale dei Poeti, Silarus, Alla Bottega, e altre riviste letterarie. Ha lavorato in Rai. Scrive su culturadesso.it, l'ideale.info, come critico artistico-letterario e dove cura le rubriche Introspezioni che tratta di poesia, e CineCult. Contrasti, Bastogi Editrice Italiana, 2013 (collana Il Liocorno), è la sua prima raccolta di versi, edita nel 2013 e Scrivo versi nudi, Edizioni BastogiLibri, Roma, 2016